Cosa c’è nei dentifrici? Sono tutti uguali?

Scelta del dentifricio

Qualsiasi dentifricio è fatto da:

  • sostanze abrasive: servono a rimuovere i residui di cibo e macchie superficiali da denti (disodium pyrophosphate, tetrapotasium pyrophosphate, sodium bicarbonate, ecc.)
  • detergenti: che emulsionano e creano schiuma aiutando la rimozione dei depositi superficiali
  • edulcoranti e aromatizzanti: caratterizzano gusto/sapore del dentifricio (sodium saccharine , sorbitol , limonene e menthol)
  • coloranti: con funzione solo estetica per il prodotto

E naturalmente in quasi ogni dentifricio c’è il fluoro. Si tratta di un ingrediente fondamentale per proteggere dalle carie, che agisce con vari meccanismi a protezione dello smalto dei denti dalla carie. Ci sono ottimi prodotti anche al supermercato, basta verificare in etichetta che il dentifricio che si sceglie contenga fluoro in quantità adeguate (intorno ai 1450 ppm o comunque in un range tra i 1000 e i 1500 ppm per gli adulti). Idealmente dovrebbe essere il meno abrasivo possibile, ma questo aspetto non è verificabile in fase di acquisto perché il livello di abrasività non sempre è presente in etichetta (ideale RDA <90). Recentemente sono apparsi dentifrici con componenti biomimetici (processi realizzati allo scopo di imitare e riprodurre un fenomeno osservato in sistemi biologici) che sembrano avere buone performance cliniche. E cosa c’è nei dentifrici sbiancanti? In realtà non moltissimo di più rispetto a quelli normali! Tranne una lieve quantità di perossidi, una abrasività spesso maggiore e un costo spesso maggiore!

Attenzione poi alla scelta dei dentrifici per bambini Le linee guida del Ministero della Salute hanno ormai definito in modo certo l’utilità di quest’ultimo nella prevenzione della carie, suggerendo la sua assunzione non più con pastiglie e gocce ma – ed è importante sottolinearlo – con il dentifricio. In particolare dai sei mesi ai sei anni di età, la fluoroprofilassi deve essere effettuata attraverso dentifrici contenenti almeno mille parti per milione di fluoro, due volte al giorno in dose “pea-size” (quantità grossa come un pisello); dopo i sei anni con l’uso di un dentifricio sempre contenente almeno mille parti per milione di fluoro, due volte al giorno ma in dose “classica”.

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